Da idea a 50€ in un weekend

Ero in treno, di ritorno da una trasferta.

Uno di quei viaggi dove guardi fuori dal finestrino e la testa vaga tra pensieri, email e la stanchezza di fine giornata.

Poi arriva un messaggio.

Un amico mi scrive: “Ehi, qualche settimana fa hai parlato di Mastermind a quell’evento. Hai qualche libro da consigliarmi? Voglio provare a organizzarne uno anch’io.”

Risposta classica: mandare un paio di titoli e chiudere lì.

Ma in quel periodo stavo leggendo Million Dollar Weekend di Noah Kagan, e una frase continuava a ronzarmi in testa: “Valida prima di costruire”.

Mi sono fermato un attimo.

E mi sono chiesto: “E se provassi a creare qualcosa io?”

Domanda whatsapp
Il messaggio che ha fatto partire tutto

L’idea non è nata dal nulla

Fino a quel momento, la mia attività ruotava quasi esclusivamente attorno alla consulenza.

Ore per soldi. Presenza per valore.

Mi stuzzicava però l’idea di trasformare una mia competenza in un prodotto digitale: qualcosa che non richiedesse la mia presenza costante, ma che potesse comunque risolvere un problema reale.

E quella domanda arrivata sul telefono sembrava l’occasione perfetta per testare l’idea.

Così, invece di tenere tutto nella testa, ho aperto Google Slides e ho buttato giù in modo essenziale i dettagli minimi dell’offerta:

  • Cosa: un mini-corso su come creare un Mastermind
  • Come: video + slide
  • Perché: partendo dalla mia esperienza diretta (in quel periodo ne gestivo uno attivo da un anno)

Niente landing page. Niente grafica.

Solo una proposta chiara, almeno per me.

Template Offerta Minima
La slide che mi ha aiutato a mettere l'idea a terra in pochi minuti

La regola del gioco

Per partire, mi sono dato un vincolo stretto: 48 ore.

Non volevo portare questa cosa troppo in là nel tempo, con il rischio di abbandonarla o perfezionarla all’infinito.

Volevo mettermi un po’ di fretta, costringermi a fare davvero.

E qui arriva la parte più importante: non sono partito creando il corso.

Mi sono detto: “Vediamo se riesco a venderlo prima ancora di realizzarlo.”

Se ci fossi riuscito?
Fantastico: avrei avuto un’esperienza da condividere, un prodotto che risolveva un problema reale e qualche euro in tasca per confermare l’ipotesi.

Se non ci fossi riuscito?
Nessun dramma: avrei imparato qualcosa e comunque fatto il video per il mio amico.

A chi l’ho proposto?

Avendo solo 48 ore, non potevo preparare lanci, sequenze email, post sui social.

Dovevo validare in fretta.

Così ho fatto una cosa semplice: ho pensato alle persone che nelle ultime settimane mi avevano già chiesto informazioni sui Mastermind.

Ho creato una lista di 10 nominativi.

Ho scritto un messaggio (semplice, onesto, da personalizzare per ognuno) dove spiegavo:

  • La mia intenzione
  • Cosa avrei costruito, come ed entro quando
  • L’importo
  • La modalità di pagamento
  • Entro quando avrei mantenuto aperta l’offerta

Niente marketing. Solo una conversazione diretta.

Mi ero preparato anche un messaggio di follow-up, nel caso qualcuno si perdesse il primo.

E mi ero dato un obiettivo: almeno 3 vendite su 10 contatti.

Altrimenti, niente corso.

Così, ho aperto le singole conversazioni su Whatsapp, personalizzato e inviato il messaggio.

Il verdetto del “mercato”

Screenshot pagamenti ricevuti

Su 8 persone contattate, 5 hanno acquistato.

Non mi sono fatto prendere dalla smania di monetizzare ancora di più.

Ho rispettato le regole che mi ero dato: raggiunte le 5 vendite, ho chiuso la fase di pre-vendita e sono passato allo sviluppo.

La sfida era stata vinta.

L’idea piaceva.

Qualcuno era davvero disposto a pagare per averla.

E lì è scattato il “click” più potente.

Per citare Frankenstein Jr: “Si può fare!”

Ho capito che davvero potevo trasformare una mia conoscenza in qualcosa di utile per gli altri.

E che potevo anche venderla, in modo slegato dal mio tempo.

Si può Fare Frankenstein Jr

Costruire con loro, non per loro

Terminata la fase di validazione, lo sviluppo è continuato.

Ma non in solitudine.

Mi sono sentito più volte con i miei clienti durante l’arco del mese:

  • Li ho aggiornati sugli sviluppi
  • Ho condiviso l’indice delle lezioni
  • Ho chiesto feedback per rendere il prodotto più utile

Non stavo solo creando un corso: stavo costruendo insieme a loro.

Alla fine del mese il corso era pronto.

L’ho rilasciato su Gumroad, così che potessero fruirne liberamente.

E, dato che c’ero, l’ho lasciato ancora disponibile per l’acquisto.

Il prodotto finale ancora disponibile su Gumroad

Il mio vero guadagno

Guardando indietro, questa esperienza mi ha insegnato più cose di quanto pensassi.

Ecco cosa ho portato a casa:

1. Validare prima di costruire
Non serve creare un prodotto perfetto per capire se qualcuno lo vuole davvero. Basta una proposta chiara, una conversazione onesta e il coraggio di chiedere soldi prima di “sentirti pronto”.

2. Il valore nasce dal dialogo
I primi € non arrivano da funnel o automazioni, ma dall’ascolto attivo e dal capire un bisogno reale. L’asset non è il corso: è la conversazione.

3. Partire piccolo abbassa il rischio (e l’ansia)
Un obiettivo piccolo e raggiungibile — 50€, 3 vendite, 48 ore — rende l’azione inevitabile. Quando il rischio è basso, è più facile muoversi, testare e imparare senza bloccarsi.

4. Staccare il valore dal tempo
Una competenza può diventare un prodotto che non richiede la tua presenza costante. Anche se nasce da una consulenza, può evolvere in qualcosa di scalabile.

5. Non servono lanci, serve coraggio
Per iniziare non servono landing, tool o strategie complesse. Serve esporsi, fare una proposta e accettare anche un possibile “no”.

6. Il vero guadagno non sono i 50€
Il vero risultato è la prova che “si può fare”. Una volta rotto il muro mentale della prima vendita, tutto il resto cambia.

7. Creare insieme è più potente che creare da soli
Coinvolgere i primi clienti migliora il prodotto e riduce lo spreco. La co-creazione trasforma clienti in alleati.

Cosa te ne fai di questa storia?

Forse stai pensando: “Bello, ma io non ho un corso da vendere.”

E va bene.

Non si tratta del corso.

Si tratta del metodo.

Del fatto che puoi testare un’idea in 48 ore, senza aspettare di essere pronto, senza costruire infrastrutture complesse, senza rischiare mesi di lavoro.

Bastano: un problema reale, una lista di persone calde, un messaggio onesto e il coraggio di chiedere soldi prima di creare.

Il resto è solo esecuzione.

Se vuoi provare anche tu, ho pensato potesse esserti utile una checklist per avere velocemente sotto mano gli step che ho seguito anche io.

La trovi qui, gratuitamente.

Infine, decidi: fai partire il cronometro o continui a rimandare?

Perché l’unica cosa che separa te con un’idea dai tuoi primi euro in tasca, è una conversazione.

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